Un cimitero di libri e vicende esaltanti

(Recensione di “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafón – a cura di Ciro Di Bello)

I libri sono specchi in cui troviamo solo ciò che abbiamo dentro di noi

Ci sono libri che non vuoi assolutamente finire di leggere, un po’ perché ti appassionano sin dai primi capitoli, un po’ perché riescono a farti immergere in un mondo diverso, trascinandoti in una città che desideri visitare da tempo ma che rimandi sempre (nel mio caso, Barcellona). L’Ombra del vento è stato per me uno di questi libri: mi ha consentito di viaggiare con la mente e di perdermi per le strade di una città che fremo dalla voglia di visitare, dandomi un ulteriore incitamento in merito. Inoltre è un libro che mi ha insegnato lezioni importanti, come quanto sia fondamentale poter contare su veri amici, l’importanza di essere cauti nel giudicare le persone dalle apparenze e di vivere la propria vita piuttosto che subirla.

Di cosa parla il libro

Daniel Sempere è un ragazzo figlio di un libraio che scopre un libro misterioso in un luogo che si chiama “Cimitero dei Libri Dimenticati”, un posto che custodisce i libri o che hanno avuto poco successo o i libri che non vengono letti più da nessuno. Il libro misterioso che scopre Daniel si chiama “L’Ombra del Vento” scritto da un certo Julian Carax. Affascinato da tale libro, Daniel cerca di saperne di più sull’autore, ma scopre che un uomo, un certo Lain Coubert, sta bruciando tutte le copie di Carax.                                     Durante le sue indagini, Daniel si farà aiutare da un amico del padre che si chiama Gustavo Barcelò e si innamora di Clara, sua figlia, una ragazza cieca più grande di lui, ma viene respinto, cosa che lo segna profondamente. Col tempo, il ragazzo si lega a Bea, la sorella del suo migliore amico Tomas, e tra i due nasce un amore intenso ma complicato, ostacolato dai rigidi genitori di lei.   Nel frattempo, Daniel scopre che la vita di Carax è stata segnata da un amore tragico e da un nemico spietato: l’ispettore Fumero, un uomo crudele e corrotto che ha distrutto molte vite, incluso il passato dello scrittore. Daniel si ritrova invischiato in una rete di segreti che collegano il suo presente al passato di Carax.                          Con l’aiuto di Fermín, un uomo un po’ sgangherato ma al contempo saggio e furbo, perseguitato anche lui proprio da Fumero, Daniel si avvicina alla verità, scoprendo quanto i destini delle persone possano intrecciarsi in modo imprevedibile e pericoloso.                                     Chi è davvero Lain Coubert, e perché odia così tanto i libri di Carax? E cosa lega il destino di Daniel a quello dello scrittore?

Considerazioni personali

Questo è il classico libro che all’inizio sembra la solita storia intrisa di romance e giallo, poi però, a furia di leggerlo ti cattura. Il linguaggio è semplice, mentre i capitoli sono ben strutturati, brevi e ricchi come sono solito gradire. Nonostante le sue circa quattrocento pagine, l’ho trovato molto scorrevole, e penso che, con il giusto impegno, si può leggere persino in una settimana. Quando chiudi l’ultima pagina, senti un forte vuoto, dovuto al sentimento di nostalgia per i personaggi che presentano ciascuno caratteristiche peculiari e interessanti: dalla saggia furbizia di Fermin alla tenera caparbietà di Daniel, dalla maturità di Bea alla sollecitudine di Nuria Monfort, dall’eccentricità di Gustavo Barcelò all’idealismo di Clara, dall’inquietudine di Julian Carax alla maliziosa scaltrezza dell’ispettore Fumero. In diverse pagine, mi ha trasmesso emozioni forti di gioia, curiosità e soprattutto divertimento, mentre in altre ho provato ansia per i vari personaggi. 

L’aspetto che maggiormente colpisce del libro è la capacità dell’autore di fondere vari stili letterari in modo armonioso, creando una narrazione poliedrica e avvincente. La coerenza narrativa è mantenuta attraverso un’attenta gestione dei punti di vista e un sapiente uso dei cliffhanger, che mantengono alta l’attenzione del lettore. La caratterizzazione dei personaggi è dettagliata e sfumata, con descrizioni minuziose che permettono di comprenderne le motivazioni e la crescita personale. La costruzione dell’ambientazione è altrettanto notevole: l’immagine di una Barcellona nebbiosa e misteriosa è resa con maestria attraverso descrizioni evocative e precise. Inoltre, i dialoghi sono vivaci e realistici, contribuendo a dare vita ai protagonisti e alle loro interazioni. La struttura del testo, con capitoli brevi e incisivi, facilita la lettura e mantiene un ritmo incalzante, rendendo difficile staccarsi dalle pagine. Insomma, è stata una lettura immersiva e avvincente che consiglio a tutti.

C. D. B.

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