UN CAFFÈ CHE SVEGLIA LA MENTE

(Recensione del libro “Il caffè sospeso” di Luciano De Crescenzo)

A cura di: Ciro Di Bello

“La povertà del futuro sarà l’ignoranza, e le differenze sociali degli anni a venire saranno stabilite, più che dal denaro, dalla cultura di chi sa qualcosa e di chi non sa niente”

Mesi fa fui contattato da una mia amica la quale mi chiese dei consigli sui libri di Luciano De Crescenzo. Imbarazzato non seppi come aiutarla dato che io, di questo filosofo, a stento avevo sentito parlare del libro che sto recensendo, oltre che aver visto alcuni suoi celebri film come ad esempio “Così parlò Bellavista” e “32 Dicembre”. Così, sotto esortazione della mia amica, ho deciso di recuperare correndo in libreria e, ironia della sorte, trovando poggiato sul primo scaffale che mi è capitato sotto tiro “Il caffè sospeso”, come se stesse aspettando proprio me. Sono sincero, era un periodo che i saggi li avevo un po’ accantonati per dedicarmi a letture “meno impegnative”. Ebbene con Luciano De Crescenzo ho dovuto ricredermi.

Di cosa parla il libro

Il libro a dire il vero non ha una trama vera e propria: esso consiste in una raccolta di aneddoti ed episodi della vita del filosofo napoletano accompagnati anche da qualche racconto metaforico in cui l’autore immagina degli ipotetici dialoghi tra importanti filosofi e poeti in particolare dell’antica Grecia. Il titolo del libro è ispirato a una simpatica usanza napoletana consistente nel pagare un caffè in più quando si va al bar, offrendolo al mondo, magari dopo che è successo qualcosa di positivo che suscita gratitudine. All’interno di questo libro Luciano De Crescenzo delizia il lettore con delle pillole di saggezza dando dei preziosi suggerimenti utilissimi anche per capire meglio il mondo attuale. Molti dei suoi messaggi, a mio modesto avviso infatti, possono definirsi senza tempo e non è un caso che il celebre filosofo e ingegnere napoletano sia uno degli esponenti culturali più celebri e apprezzati che abbiano mai vissuto in Italia.

Considerazioni personali

Ammetto che all’inizio avevo un po’ di pregiudizi su questo libro ma è bastata una pagina che Luciano De Crescenzo subito me li ha cancellati. Il linguaggio utilizzato è molto semplice e chiaro segnale che l’autore si è voluto rivolgere a tutti, e forse questo è proprio tipico della personalità del De Crescenzo che si è manifestata anche in film come “Così parlò Bellavista” e “32 Dicembre”. Mettiamola su questo piano: quello che era nei film lo era anche nei suoi libri, e aver scoperto questa sua caratteristica me lo ha fatto apprezzare ancora di più. In parecchie occasioni vengono raccontati anche aneddoti divertenti rendendo la lettura ulteriormente più piacevole, ma guai a banalizzare il messaggio di De Crescenzo perché tra una risata e l’altra egli ci offre anche l’opportunità di ricavare un insegnamento di vita prezioso. Una lettura piacevole oltre che una vera e propria sorpresa. Meno male che ogni tanto ascolto i consigli dei miei amici.

C. D. B.

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