“I bambini non vedono la morte. Perché la loro vita dura un giorno, da quando si svegliano a quando vanno a dormire”.

Maggio prosegue tranquillo tra una pandemia contenuta ma sempre presente e un timido ritorno ad una normalità un po’ insolita ma che comunque ci consente di respirare e di sperare che presto questo incubo finirà completamente. È proprio della fine di un incubo quello di cui parla Donato Carrisi nel suo celebre Suggeritore. Edito da TEA si tratta del romanzo di esordio dello scrittore pugliese. L’incubo di cui si parla è quello di una bambina di nome Sandra, rapita da un misterioso serial killer insieme ad altre 5 sue coetanee. Vincitore del Premio Bancarella nel 2009 questo giallo è considerato uno dei più belli e avvincenti che esistono sulla piazza e leggendolo ne ho capito i motivi.
Trama
Il libro parla del misterioso ritrovamento di sei braccia sinistre appartenenti a bambine diverse in delle fosse separate situate all’interno di una radura che insieme formano una specie di cimitero. La Squadra Speciale di polizia formata dall’ispettore capo Roche, Sarah Rosa, Stern, Boris e il criminologo Goran Gavila indagano sul caso ma, maturando le prime difficoltà coinvolgono anche l’investigatrice Mila Vasquez specializzata nella ricerca di bambini scomparsi. L’indagine è alquanto ardua e difficile dato che il serial killer in questione sembra rivelarsi molto furbo e sempre un passo avanti agli inquirenti. Infatti, durante la ricerca dei cadaveri delle bambine, emergono casi ancora più spaventosi e scandalosi, come ad esempio quello del pedofilo Alexander Bermann, un agente di commercio cui viene ritrovato il cadavere della prima bambina nel bagagliaio della sua auto. Accertata l’estraneità del pedofilo (che nel frattempo si toglie la vita) riguardo gli omicidi delle bambine scomparse, Goran Gavila e Mila Vasquez scoprono che in realtà la sesta bambina è ancora viva e che il misterioso killer, che loro per convenzione chiameranno Albert, la tiene in vita per ricattare qualcuno portando avanti il suo diabolico piano che presto coinvolgerà anche altri personaggi che si riveleranno loschi come ad esempio Ronald Dermis alias Padre Timothy che uccise in età infantile un suo compagno dell’orfanotrofio che gestisce e nel quale aveva vissuto in età infantile. Tale orfanotrofio diventerà teatro del ritrovamento del cadavere della seconda bambina. Ma anche Ronal Dermis si scoprirà presto che non è Albert e allora le indagini proseguono portando al ritrovamento del cadavere della terza bambina all’interno di una villetta di un dentista di nome Kobashi. Dopo accurate indagini si scoprirà che sia quest’ultimo, sia la sua casa sono estranei ai fatti, ma Mila Vasquez scoprirà qualcosa di strano nell’aria in quella villetta individuando, aiutata dagli esperti, un debole segnale MORSE di SOS proveniente dall’abitazione di fronte nella quale si scoprirà essersi consumata un’altra strage. Sembrerebbe infatti che in questa abitazione una madre e i suoi bambini siano stati segregati in casa per circa sei mesi, seviziati, violentati e poi uccisi, ridotti a brandelli e gettati negli sciacquoni dei bagni dell’abitazione. Si scoprirà che l’autore di questo macabro gesto è un muratore che si chiama Feldher che poi resterà ucciso nello scontro a fuoco che ne seguirà. Pertanto si farà sempre più vivo il collegamento tra Albert e tutti questi assassini dato che ad esempio nella villetta dove Feldher ha eseguito la strage grazie a delle analisi particolari effettuatesi all’interno della stanza dove è stato consumato il delitto emerge un’ombra misteriosa non identificata. Inoltre Mila scoprirà che nell’abitazione adiacente il corpo che è stato ritrovato non è della terza bambina bensì della quarta, cosa che l’ispettore capo Roche ha sistematicamente nascosto a lei e a Gavila dato che il corpo della terza bambina in realtà è stato ritrovato all’interno dell’abitazione di un noto e influente miliardario locale di nome Rockford. Peccato che quest’ultimo è in fin di vita e allora Mila, per interrogarlo e soprattutto capire il collegamento tra lui e Albert, chiede aiuto a una sua amica medium, la quale rievocherà una sorta di battesimo di sangue del magnate esortato da un uomo misterioso che incontrò la prima volta che uscì di casa in età adulta (la madre del miliardario era troppo protettiva nei suoi confronti e quindi non gli consentiva di uscire di casa). Quando tornano al commissariato i poliziotti riceveranno una brutta sorpresa ovvero il cadavere della quinta bambina. Mila scoprirà che in realtà Albert ha una complice la quale si scoprirà presto essere l’agente Sarah Rosa, che per giunta è la madre della sesta bambina. Inoltre presto si scoprirà che neanche il criminologo Gavila non è una persona pulita al 100%. Riusciranno mai gli agenti a scoprire la vera identità di Albert?
Perché l’ho letto
I libri gialli non sono il mio genere preferito ma devo essere sincero questo libro mi ha preso molto nonostante gli argomenti forti. L’ho letto per aprirmi a un nuovo genere di letteratura, l’ho letto per approfondire le mie conoscenze su certe tematiche e, devo essere sincero Donato Carrisi, ha pienamente soddisfatto questa ultima mia esigenza.
Perché lo consiglio
È la prima volta in vita mia che un giallo mi prende così tanto. Onestamente ne avevo molto sentito ben parlare e leggendolo ho scoperto il motivo per cui di esso è diffusa un’elevata considerazione. Il linguaggio semplice e scorrevole e i capitoli poco scontati rendono questo libro ideale per chi vuole approcciarsi a questo genere di romanzi e forse perché no, di diventare il libro apripista per chi non è abituato a leggere. Ho apprezzato molto la descrizione dettagliata di alcune tecniche investigative realmente adottate nella realtà anche se dal finale mi aspettavo qualcosa di più ma per il resto è stata una bella ed avvincente lettura.
C. D. B.
