Recensione di “Se questo è un uomo” di Primo Levi

“Questo è l’inferno. Oggi, ai nostri giorni, l’inferno deve essere cosí, una camera grande e vuota, e noi stanchi di stare in piedi, e c’è un rubinetto che gocciola e l’acqua non si può bere, e noi aspettiamo qualcosa di certamente terribile e non succede niente e continua a non succedere niente”

Oggi, nel giorno della memoria, sento il bisogno di parlarvi di questa biografia memorialistica scritta da Primo Levi tra il 1945 e il 1947. Penso che ognuno di noi debba essere eternamente grato ad autori come lui per aver scritto certe testimonianze perché esse ci danno l’opportunità di non dimenticare. Sì amici miei, perché non dimenticare certe atrocità secondo un mio modesto parere è proprio una vera opportunità la quale ci consente di non ripetere gli stessi errori e fare in modo soprattutto che essi non si ripetano. D’altro canto era questo il desiderio di Primo Levi e così come lui tanti altri scrittori o semplicemente testimoni italiani e stranieri che hanno vissuto in maniera diretta certe atrocità.

Trama

Il libro, per chi non lo conoscesse, è una vera e propria testimonianza autobiografica dell’altroce esperienza di prigionia dell’autore. Questa copia, edita da Einaudi editore, contiene anche un’interessante postfazione scritta da Cesare Segre. Primo Levi fu catturato il 13 dicembre del 1943 e pochi mesi dopo, nel Febbraio del 1944 venne portato ad Auschwitz. Il libro in sé è una perfetta descrizione della vita del lager, delineata in maniera minuziosa in ogni suo piccolo dettaglio. Primo Levi enfatizza molto sull’aspetto alienante e oggettivistico della quotidianità del Lager, mettendo in evidenzia come coloro che furono imprigionati, a causa delle continue e ripetute umiliazioni inflittegli dai loro aguzzini, perdevano ogni forma di dignità e soprattutto di umanità. Nel campo di concentramento non si ha più un nome, si diventa un numero (quello dell’autore era 174 517) che veniva tatuato ai prigionieri sul braccio e da allora gli restava sempre sulla pelle e in qualcuno anche nell’anima. I più sani furono condannati ai lavori forzati, mentre chi non era ritenuto idoneo al lavoro veniva ucciso nelle camere a gas. Se ci si ammalava o ci si infortunava durante la prigionia le sue condizioni venivano ben valutate nel Ka-Be (l’infermeria del campo) e qualora non si guariva nei tempi stabiliti si veniva uccisi. Bastava un niente, bastava la parola di un ufficiale, un medico o un qualunque dirigente e ci si finiva nelle camere a gas. La propria vita era legata a un sì o a un no, in questo modo l’autore mette in evidenza come la dignità umana, nel Lager, fosse considerata nulla, alla mercé di un si o di un no. Inoltre alle estreme condizioni lavorative dei prigionieri si aggiungeva la loro malnutrizione tanto è vero che ne subentrò una vera e propria lotta di sopravvivenza sullo sfondo di meccanismi di “contrabbando” di razioni di pane. Nonostante tutto l’autore parla anche di ricerca di riscatto, di coscienza che cerca di sopravvivere alle umiliazioni subite e quindi di reagire.

Perché l’ho letto

L’ho letto per ricordare, l’ho letto per cercare in qualche modo di vivere anch’io quelle umiliazioni insieme all’autore e quindi l’ho letto per riflettere. A dire il vero questa è la terza volta che leggo Se questo è un uomo, la prima volta fu un bel po’ di anni fa, e un anno dopo andai ad Auschwitz, e li ebbi modo di vedere con gli occhi ciò che Primo Levi ci ha descritto in questo libro.

Perché lo consiglio

Lo consiglio perché Se questo è un uomo è una delle migliori descrizioni dettagliate e minuziose di cosa sia un campo di concentramento. Questo libro aiuta realmente a non dimenticare, e fa riflettere molto. La prosa è scorrevole e i vocaboli utilizzati sono abbastanza semplici e comuni, lo si può tranquillamente leggere in una settimana o meno. Personalmente oltre a leggere il libro vi consiglio di visitare il campo di concentramento di Auschwitz, e magari, mentre lo visitate, di provare a leggere questa opera. Vedrete che ciò che è descritto in quelle pagine prenderà una forma più chiara e precisa ai vostri occhi.

L. D.

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora