[Recensione di “Anima Mundi” di Susanna Tamaro – a cura di Ciro Di Bello]
«Allora ci sono due modi per uscire dalla mediocrità. Una è l’arte e l’altra è l’azione. Sono legate tra loro ma l’azione è superiore all’arte perché non implica alcun tipo di coinvolgimento»

Ci sono periodi dell’anno in cui tutto sembra farsi più denso, più faticoso. Momenti in cui le pressioni non arrivano solo dall’esterno, ma nascono soprattutto dentro di noi. È allora che iniziano le domande più dure: interrogazioni silenziose, spesso spietate, che ci trasformano nei giudici più severi di noi stessi. Ci sentiamo persi, disorientati, incapaci di riconoscerci.
È in uno di questi momenti che ho sentito il bisogno di leggere Anima Mundi.
Il protagonista del romanzo attraversa una crisi simile: una frattura interiore che non riguarda solo ciò che gli accade, ma il modo in cui guarda se stesso e il mondo. Ed è forse per questo che la sua storia continua a parlare con forza anche oggi.
Scritto quasi trent’anni fa, Anima Mundi conserva un messaggio sorprendentemente attuale, affidato alla voce di Susanna Tamaro, una delle scrittrici italiane più capaci di raccontare il disagio, la fragilità e la ricerca di senso senza compiacimenti né scorciatoie.
Di cosa parla il libro
Anima Mundi racconta la storia di Walter, un giovane alle prese con una profonda crisi identitaria e affettiva. Cresciuto in un contesto familiare segnato da un padre autoritario e alcolizzato e da una madre emotivamente distante, Walter si ribella e fugge di casa, trovando accoglienza in una comunità educativa per ragazzi problematici.
Qui conosce Andrea, figura carismatica e inquieta che diventa per lui un amico e una guida, spingendolo a credere nelle proprie capacità e a trasferirsi a Roma per inseguire il sogno della scrittura.
Nella capitale, tuttavia, Walter si scontra con una realtà ben diversa dalle aspettative: il mondo editoriale appare chiuso e illusorio, e anche la relazione sentimentale con Orsa, una donna sposata, si rivela dolorosa e priva di sbocchi.
Richiamato improvvisamente nel suo paese natale in Friuli per la morte imminente del padre, Walter affronta il ritorno alle proprie origini e una tardiva riconciliazione, segnata dalle scuse finali del genitore.
Poco dopo, una lettera dell’amico Andrea lo conduce in un convento semiabbandonato nei pressi di Postumia, in Slovenia. Qui Walter scopre che Andrea è morto e che negli ultimi giorni aveva vissuto accanto a suor Irene, una religiosa semplice e concreta, lontana da ogni spiritualismo idealizzato. Attraverso il confronto con lei, Walter è costretto a rivedere le proprie aspettative sulla vita, sull’amore e sul senso della ricerca interiore.
Il romanzo è strutturato in tre sezioni – Fuoco, Terra e Vento – che scandiscono le tappe del percorso del protagonista: l’iniziazione e la rottura con il passato, la disillusione, e infine una ricerca più autentica e pacificata, non risolutiva ma consapevole.
Considerazioni personali
La mia storia con questo libro ha qualcosa di singolare: l’ho ricevuto per caso, durante un bookmob, e l’ho letto solo anni dopo, in un momento particolarmente delicato della mia vita. Col senno di poi, non poteva capitare occasione migliore.
Ci sono libri che restano a lungo sugli scaffali, silenziosi, come se aspettassero il momento giusto. Non li scegliamo subito, e forse non li capiremmo nemmeno se li leggessimo prima. Quando arrivano, però, sembrano parlare esattamente al punto in cui siamo.
Ed è anche questa, forse, una delle magie che rendono così speciale il raccontare libri: condividere incontri, più che giudizi. Ogni lettura, come ogni viaggio, apre uno spazio nuovo, mette in movimento qualcosa, lascia un segno diverso. Anima Mundi è stato uno di quei libri capaci di ricordarmelo con forza.
Mi sono riconosciuto profondamente in Walter: nel suo interrogarsi continuo, nella sua ricerca di senso, nel bisogno di scrivere per affermare se stesso e trovare una direzione. È una tensione che sento mia, oggi più che mai.
È vero, in alcuni passaggi il romanzo può risultare impegnativo: i dialoghi dal forte contenuto filosofico richiedono attenzione e non sono sempre immediati. Ma è un prezzo più che giusto da pagare.
Per quanto mi riguarda, Anima Mundi resta un grande romanzo della letteratura contemporanea italiana, uno di quei libri che non offrono risposte facili, ma pongono domande necessarie. E che, almeno una volta nella vita, meritano di essere letti.
C.D.B.
