Un celebre classico per non morire

(Recensione di “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera) a cura di Ciro Di Bello

“La disputa fra coloro che sostengono che il mondo è stato creato da Dio e coloro che invece ritengono sia sorto spontaneamente tocca qualcosa che supera il nostro intelletto e la nostra esperienza. Molto più reale è la differenza che separa coloro che mettono in discussione l’essere così come è stato dato all’uomo (non importa in che modo o da chi) da coloro che vi aderiscono senza riserve”

Lo ammetto, ultimamente non mi sto facendo sentire molto. Impegni lavorativi e progetti personali mi stanno levando tempo per dedicarmi ad una delle mie attività preferite, ovvero quella di commentare i libri che leggo. Ogni tanto però, fra milioni di impegni, riesco comunque a dedicarmi alla scrittura, una parte di me importantissima, che non ho intenzione di abbandonare, ed è per questo che stasera vi parlo di questo bellissimo classico che ho letto nei mesi scorsi. Già da prima della morte di Milan Kundera, avvenuta l’11 luglio di quest’anno, sentivo l’esigenza di leggere la sua opera più famosa, più che altro perché ne avevo sentito parlare sia a scuola, sia bazzicando così tra le varie librerie e i vari canali social dedicati ai libri. Inoltre qualche frase letta su Instagram mi ha stimolato ulteriormente ad acquistare “L’insostenibile leggerezza dell’essere” e godermelo a poco a poco. Dico godermelo perché sin dalle prime pagine si scopre che si tratta di un vero e proprio capolavoro che ti avvolge in un nuovo mondo fatto di contraddizioni ma anche di riflessioni profonde e di passione. È una lettura intensa ma al contempo avvincente e ricca di significato, dove ogni rigo ti cattura e ti trascina in un mare di vicende avvincenti e al contempo toccanti.

Di cosa parla il libro

La trama del libro è concentrata su 4 protagonisti principali le cui storie si intrecciano sullo sfondo di una Praga del 1968, in prossimità dell’invasione sovietica avvenuta nel medesimo anno, ovvero Tomas, un medico dallo stile di vita molto disinvolto, stimato latin lover che però è legato a Tereza, una giovane donna sensibile che lo segue nelle sue vicende personali seppur però con qualche comprensibile insicurezza data l’instabilità del loro rapporto. Infatti Tomas, oltre ad essere legato a Tereza, ha anche una relazione con Sabina, un’artista seduttrice ma al contempo molto più sensibile di quanto possa apparire nelle prime pagine. Sabina, infatti, nonostante tutta maturerà un bel rapporto pure con Tereza. Pertanto Sabina, oltre a Tomas, si frequenta anche con Franz, un intellettuale idealista palesemente insoddisfatto della sua vita, che arriva persino a lasciare la moglie per lei. Il libro di per sé è un intreccio tra romanzo e riflessioni filosofiche, in particolare basate sulla contrapposizione tra la leggerezza e la pesantezza dell’essere: la leggerezza è quella componente dell’essere che induce l’individuo a vivere senza impegni e senza peso ma si scontra con la pesantezza che riguarda tutta quella sfera relativa alle responsabilità delle proprie scelte. Le vicende storiche, in questo contesto, aiutano ancora di più questa riflessione che caratterizzerà persino il destino dei protagonisti i quali si troveranno immersi in un regime totalitario che marcherà ancora di più la suddetta contrapposizione.

Considerazioni personali

Se dicessi che sia stata una lettura leggera mentirei, ma ciò che ho appena detto non è una critica. L’insostenibile leggerezza dell’essere è un libro che cattura, ma al contempo fa riflettere molto. Non è un caso che ci ho impiegato tutto questo tempo per leggerlo, avevo bisogno di capirlo più profondamente. Non fatevi ingannare dal numero di pagine, si può leggere anche in pochi giorni, solo merita la giusta attenzione, altrimenti si perde il filo. In compenso però il lettore avrà a che fare con uno stile di linguaggio accessibile, frutto, direi, dell’abilità di uno dei migliori scrittori che abbiamo avuto nel panorama europeo capace di esprimere in maniera semplice dei concetti complessi. Una lettura che è andata oltre le mie aspettative e che credo che mi abbia insegnato molto, tant’è vero che non riesco a contare più le frasi del libro che mi sono segnato, ed ammetto che è stato davvero difficile sceglierne una da abbinare a questa recensione. Sentivo il bisogno di leggere un classico avvincente e leggero, ho trovato un libro che è andato davvero oltre le mie aspettative e sono onorato di aver approfondito le mie conoscenze di un grande e rinomato scrittore.

C.D.B.

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