[Recensione di “Boccioli” di Mena Esposito]
“Benché io sia
fiore nel suo ultimo giorno
io ascolto il cielo,
nel mio cuore regna
l’onesta melodia
della speranza”

Lo ammetto, non sono solito recensire in breve tempo due libri scritti dalla stessa autrice. Diciamo che è un periodo che sento il bisogno di poesia e di dolcezza e per questo motivo, quando ho saputo che la mia amica Mena Esposito ha pubblicato la sua nuova raccolta non ci ho pensato due volte ad andare su Amazon shop e a scaricarla sul Kindle. Tenendo presente che, a differenza di “Velati ritratti”, questo è un libro che ha scritto da sola la mia curiosità è salita alle stelle, così mi sono subito immesso in questa lettura profonda fatta di versi e di passione.
Di cosa parla il libro
Boccioli è anch’esso una raccolta di poesie. Questa volta però Mena Esposito mette completamente a nudo sé stessa mostrandoci il lato più intimo e sensibile della sua personalità fatta di mille mondi, di infiniti dettagli, di un universo di segreti e di codici che non è da tutti saper decifrare. Questo libro l’ha scritto da sola e già questo evidenzia la differenza rispetto a “Velati ritratti” perché questa volta la protagonista è semplicemente lei, nella sua ammirabile unicità, nelle sue infinite fragilità e qualità, disperse in un mare di versi come boccioli che germogliano nel cuore di una persona sensibile e buona, com’è in fondo la stessa autrice.
Considerazioni personali
Quando lessi sulle pagine social di Mena Esposito che aveva pubblicato la sua seconda raccolta di poesie in un primo momento ho trascurato la cosa, anche perché ero nel pieno della lettura di un libro che mi stava appassionando parecchio, ovvero “La settima stanza” di Miriam Candurro, la quale è entrata ufficialmente nella lista delle mie autrici preferite. Pertanto se quest’ultima si trova ai primi posti nella lista delle autrici da adesso in poi posso dire che Mena Esposito si trova ai vertici delle poetesse che preferisco. Versi che toccano il cuore e che ti fanno vivere il dolore della stessa autrice. La poesia per Mena Esposito è il suo vero modo di comunicare, non gli riesce in altri modi, o forse quando ci prova viene facilmente fraintesa, ma quando si leggono i suoi versi si ha a che fare con un’altra persona, la vera persona, nella sua essenza più naturale possibile. Essendo poi breve come libro è possibile leggerlo anche in poche ore ma se si vuole veramente comprendere ciò che l’autrice ci vuole comunicare consiglio di non leggerlo in fretta e furia bensì di fermarsi almeno cinque minuti dopo ogni singola poesia, chiudere gli occhi e far echeggiare quelle parole nel proprio cuore. Si rivelerà davvero un’esperienza unica, provare per credere. La mia poesia preferita è stata “Spettatrice”, perché è come se l’autrice mi avesse trascinato lì con lei, a vedere quel tramonto, a provare quelle sensazioni. È stata la poesia che mi ha consentito maggiormente di entrare maggiormente in un rapporto empatico con l’autrice, per questo l’ho molto apprezzata. Davvero una lettura gradita che consiglio.
C.D.B.
