(Recensione del libro “Il cuore è un organo” di Francesca Michielin)
A cura di Ciro Di Bello
“Qualsiasi sia la tua strada, traccia il tuo percorso. È tuo e puoi segnarlo solo tu. L’esperienza è sorella dell’errore. La nostra vita non è una collezione di vicende entusiasmanti, la nostra vita è un grande tentativo”

Salve a tutti, finalmente ho trovato un po’ di tempo per parlarvi di questo libro. Avrei molte cose da dirvi però gradirei innanzitutto fare una piccola precisazione su ciò che sto per scrivere, in quanto questa volta più che di recensione preferirei parlare di commento, essendo onestamente uno dei più grandi fan e stimatori dell’autrice. Per tale motivo confesso di avere una certa difficoltà ad esprimere un parere imparziale su un’opera del genere che confesso aspettavo da tempo dato che Francesca Michielin ha sempre avuto delle spiccate abilità nella redazione di testi. Me ne sono accorto già da diversi anni, precisamente da quando ho iniziato a leggere il suo blog. Non mi sorprende che, anche nel campo musicale, lei più che una cantante si definisce una cantautrice, ed in più, oltre a scrivere canzoni e gestire un blog, conduce anche un bellissimo podcast su Spotify. La sua cultura classica inoltre ha contribuito nel farle sviluppare le sue spiccate abilità di scrittura di testi rendendola una persona che le parole le sa ampiamente usare, e questo libro ne è una conferma. È da tempo che sostengo che a un’artista del genere, con un percorso formativo e professionale simile, solo un libro mancava, e finalmente il mese di Gennaio ho avuto la bella notizia della pubblicazione di “Il cuore è un organo”, uno dei libri che ho fatto di tutto per non finire talmente che mi è piaciuto.
Di cosa parla il libro
E se la persona della quale siete innamorati in realtà non è come pensate? E se il mondo nel quale siete immersi presenta tante sfumature che non avete mai considerato? Ecco, in queste due domande si può riassumere la trama di “Il cuore è un organo”, una storia tutta al femminile, fatta di sentimenti, riflessioni e…cuore. Verde è una nota cantante ventenne che prima dell’inizio di uno dei suoi concerti viene a sapere che la sua cara amica Anna è morta. Sconvolta esegue il concerto con sufficienza, nonostante il sostegno del suo fidanzato Claudio e del suo team composto da Jasmine e Sandra. C’è da dire che, ironia della sorte, il concerto avviene nel paese natale della sua amica defunta. Nel corso della storia si scopre lentamente che Verde nutre per Anna qualcosa in più di un semplice sentimento di amicizia. Immersa infatti in una carriera musicale nata per caso, in una storia d’amore che non la soddisfa, e in un’infatuazione che, soprattutto in un momento simile non le toglie il respiro, Verde partecipa al funerale della sua amica quando, in un clima di discrezione, imbarazzo ma anche di ipocrisia, prima della comunione nota una strana donna di nome Regina che si avvicina all’organo e suona, guarda caso, il “Padre Nostro” di Kedrov, unica preghiera e melodia cristiana gradita dalla sua amica estinta. Chi sarà mai questa donna e che genere di rapporto aveva con la sua amica Anna?
“Il cuore è un organo” sostanzialmente parla di tre donne, molto diverse fra loro, ma accomunate da un’unica passione, quella per la musica.
Considerazioni personali
Questo libro sembra essere indovinato per il periodo che sto vivendo. È chiaro che, il fatto che sia stato scritto dalla mia cantautrice preferita mi abbia dato una motivazione in più a leggerlo. Nutro davvero difficoltà a trovare dei limiti in questo testo, se forse volessi sforzarmi, potrei dire che considero troppo scontata la parte in cui Regina riesce a convincere Sandra a trattenere Verde ancora un po’ da lei, (è chiaro che non vi spoilero le modalità) ma per il resto devo dire che ho avuto parecchie conferme circa le abilità di scrittura della Michielin. Al di là della mia personale difficile imparzialità mi è capitato di leggere che buona parte delle recensioni di questo libro sono tutte positive, e credo che la cosa confermi come la Michielin davvero in questo libro ci abbia messo tutta sé stessa, scrivendolo appunto con il cuore. Ho avuto modo di partecipare alla presentazione di questa opera quando è venuta a Napoli e anche lì, a seguito di una serie di domande che le sono state poste, è emerso il suo intento (al quanto pare ben riuscito), di parlare un po’ al cuore di tutti, di far capire al mondo quanto sia difficile per una donna ancora oggi essere sé stessa, nella sua unicità e nella sua irripetibilità e soprattutto nella sua indipendenza. Siamo ancora legati a una cultura semi – patriarcale secondo la quale le donne devono per forza seguire un determinato modello preordinato, dove chi esce un po’ da certi canoni viene subito stigmatizzato e umiliato. Con questo libro Francesca Michielin attacca completamente tale impostazione presentandoci tre personaggi femminili diversi con le loro imperfezioni, le loro fragilità e soprattutto con i loro sentimenti. In un contesto simile anche una cantante famosa come Verde acquisisce una connotazione sempre più umana, fatta di un universo di fragilità, di ansie, di dolori, di vuoti al petto, e non è da meno Anna, una donna che si arma di uno spiccato anticonformismo che le serve per nascondere le sue insicurezze, così come è altrettanto umana Regina che dopo aver raggiunto l’apice del successo decide di ritirarsi dai riflettori per distanziarsi da un mondo dove l’apparenza conta più dell’essenza e della qualità. Non è un caso che in questo contesto tutti i personaggi maschili hanno ruoli marginali. Ma in “Il cuore è un organo” Francesca Michielin parla anche del suo mondo, del suo ambiente, del suo contesto, fatto di musica, concerti, interviste e popolarità. Un mondo che presenta spesso diverse contraddizioni che l’autrice non si risparmia dal commentarle ed esporre il suo punto di vista. Un libro che ha davvero molto da comunicare, e che per capirlo fino in fondo bisogna leggerlo con il cuore.
C. D. B.

Anche quest’altro libro trabocca di passione per la musica: https://wwayne.wordpress.com/2020/08/23/un-sogno-da-realizzare/. L’hai letto?
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