LAVORABILITY – MARCO MONTEMAGNO (Recensione)

“Chi cerca vendetta deve essere pronto a scavare due tombe”

Con oltre due milioni e mezzo di follower cumulati sulle principali piattaforme social Marco Montemagno è uno degli influencer più apprezzati e seguiti d’Italia nonché uno dei più copiati; a differenza degli altri personaggi di spicco del panorama italiano le tematiche trattate nei suoi video spaziano dall’imprenditorialità alle start up, dalla ricerca del lavoro al miglioramento personale. Negli anni ha sdoganato l’utilizzo dei video per autopromuoversi online, e il suo stile, giovanile e autoironico, è diventato esso stesso un marchio fortemente riconoscibile. Oltre a fare video è anche un imprenditore di successo dato che ha lanciato start up molto apprezzate come “#slasher” o “4books”, tuttavia è anche un appassionato lettore e negli ultimi anni ha deciso di iniziare a scrivere; questo che mi accingo a recensire è il suo secondo libro, che ha la caratterista di esser diventato un best seller (è stato al primo posto nella classifica dei libri più venduti su Amazon per oltre un mese) senza avere alle spalle nessuna casa editrice di spicco.

Trama

Lavorability è un libro nozionistico e infatti non ha una vera e propria trama, si avvicina molto di più ad un manuale universitario dato che si suddivide in 10 capitoli, con ognuno di essi che tratta uno specifico tema, un’abilità che Montemagno ritiene fondamentale per poter affrontare la rivoluzione tecnologica, iniziata con l’avvento dei Personal Computer e che si concluderà con le intelligenze artificiali. Tuttavia va detto che gli stessi capitoli, sebbene abbiano un filo conduttore, sono a loro volta divisi in tanti piccoli paragrafi e potremmo dire che ogni paragrafo è una piccola lezione che l’autore dà ai suoi lettori; nonostante ciò va sottolineato come alcuni paragrafi siano scollegati fra di loro, sembra che l’autore abbia introdotto delle nozioni senza però creare quell’effetto amalgama proprio di un’attenta revisione del progetto.
Lo stile del libro riproduce fedelmente il personaggio Monty: capita frequentemente che introduce un concetto partendo dalle sue esperienze passate (e si, ci sono anche i suoi riferimenti a quando era giocatore professionista di Ping Pong); ci sono tantissime citazioni ad alcuni libri che ha particolarmente apprezzato, e quindi tende a sviscerarne i contenuti più importanti (nota personale: sono ritornato a leggere grazie alla passione che Montemagno mette verso questo media); e infine dato che lui stesso ha l’abitudine di prendere appunti nelle pagine bianche dei libri che legge, ha deciso di aggiungerne di extra alla fine di ogni capitolo così da rendere più semplice il ritorno sui concetti fondamentali.

Perché l’ho letto

Sono ormai due mesi che mi sono laureato, e quando si passa da mondo universitario a mondo del lavoro il salto è brusco. Seguivo già da un paio d’anni Marco Montemagno e, invogliato dalla sua campagna di promozione, ho deciso di acquistare questo libro con la speranza che potesse darmi consigli utili per approcciarmi a questo nuovo mondo. Sebbene buona parte di ciò che sta scritto sul libro sia una riproposizione dei contenuti pubblicati sulle sue pagine social, con annessi i convegni che svolge in giro per l’Italia, direi che l’avere tutto su carta e a portata di mano, sia un giusto plus per avere il Monty pensiero subito disponibile, senza dover passare le giornate a ricercare il contenuto che ci serve fra i suoi tremila e più video.

A chi lo consiglio

Sarebbe riduttivo consigliare questo libro soltanto a chi sta entrando nel mondo del lavoro, la missione di Marco Montemagno è quella di mettere in mostra la sua esperienza affinché i lettori possano avere delle linee guida in cui muoversi, così da avere dei punti fermi che aiutino ad affrontare la rivoluzione digitale in corso. Oltre questo l’autore vuole ripristinare il concetto di “buon senso” con cui prendere delle decisioni corrette per la nostra persona. Alcune abilità, come ad esempio la responsabilità o l’arte di pensare, a mio modo di vedere prescindono dall’ambito lavorativo e per questo motivo me la sentirei di consigliare questo libro ad un gruppo eterogeno di lettori.

L. R. 11

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