“Il medium è il messaggio”

Marshall McLuhan è un sociologo canadese di fama mondiale, sebbene non venga mai troppo approfondito durante gli esami base di sociologia, il suo nome è spesso ricorrente nei corsi che prevedono uno studio sui media o più in generale sui processi comunicativi. Lo si può definire un pioniere e un innovatore di questi studi, in quanto per primo ritenne che i mezzi di comunicazione producessero un effetto nell’immaginario collettivo delle persone, e che questo effetto fosse indipendente dal contenuto che proponessero, ma che fosse determinato dal mezzo tecnologico in quanto tale; da qui la sua famosa affermazione: “il medium è il messaggio”, riferendosi al fatto che in una campagna di comunicazione è il media utilizzato a veicolare il messaggio, prima del contenuto stesso.
Trama
Nella prima parte l’autore esporrà la sua teoria generale sui medium e su come questi si siano evoluti nel corso dei secoli; la distinzione classica fra medium caldi e medium freddi, insieme a quella fra media frammentanti e media inclusivi vedrà la luce nelle prime cinquanta pagine di questo libro. Successivamente McLuhan andrà ad analizzare nel dettaglio ogni tipo di medium, uno per ogni capitolo; ci terrei qui a far notare come per lui quando si parla di medium non bisogna riferirsi soltanto ai classici mass-media come: la radio, la televisione e i giornali, ma anche al denaro, all’abbigliamento, alla pubblicità ecc. Questa è una sua autentica intuizione, sempre troppo poco considerata dagli studi classici sui processi comunicativi, che rende ancora oggi attuale e innovativo il suo pensiero.
Perché l’ho letto
Nella mia tesi di laurea ho una parte corposa, tutto il secondo paragrafo del primo capitolo, dedicata allo studio dei media e a come questi abbiano influenzato lo sviluppo della società. Sono quindi andato a riprendere il pioniere di questi studi e sono ovviamente partito dal suo libro più famoso per comprendere come lui differenzi i media caldi da quelli freddi e quelli inclusivi da quelli frammentanti. Essendo il primo le sue teorie oggi sarebbero facilmente superate dato che il panorama dei media è mutato e la rete non era ancora stata scoperta quando McLuhan ha scritto questo libro, eppure molte sue intuizioni sono ancora oggi attuali e per questo credo che vada riscoperto il suo pensiero.
A chi lo consiglio
“Gli strumenti del comunicare” è un libro che innegabilmente va messo nella categoria “libri universitari”, tuttavia è scritto con lo scopo di avere il più ampio bacino di pubblico possibile, per cui non scoraggerei troppo il futuro lettore. Questo libro si rivolge a chi è affascinato dai media e vuole saperne di più rispetto al come influenzino la società, ma è bene ricordare che McLuhan per medium intende anche il denaro, l’abbigliamento, la pubblicità ecc. quindi il campo è più vasto di quello che si pensi.
Luigi Romano
