Salve a tutti. In occasione di questo giorno vorrei condividere con voi una riflessione particolare e personale.
Sono ore infatti che mi sto chiedendo se sia davvero un caso che la prima Pasqua festeggiata da Leggoper sia proprio Pasqua 2020, una festività che passerà alla storia per il momento drammatico e senza precedenti che stiamo purtroppo ancora vivendo.
All’inizio di questo emergenza sanitaria pubblicai un post di incoraggiamento affinché tutti gli italiani rispettassero le regole imposte dai nostri governatori al fine di tutelare la propria salute. Ora invece questo problema è diventato mondiale e purtroppo sarà ricordato dalle generazioni future come uno dei momenti più bui della storia contemporanea.
Diciamoci la verità, noi non siamo abituati a vivere senza libertà e a festeggiare queste feste reclusi in casa con un sole fuori che mai come quest’anno a Pasqua sembra volerci fare un dispetto. Siamo abituati piuttosto a muoverci, ad andare a trovare i nostri amici e parenti, a preparare deliziosi cibi vari tipici della nostra tradizione culinaria, a godere insomma della libertà come se fosse qualcosa di scontato. Un po’ come l’acqua che quando ne abbiamo bisogno la reperiamo senza problemi, basta aprire un frigorifero o un rubinetto e quindi di conseguenza è un bene che diamo per scontato. Eppure amici miei non per tutti i popoli questi beni sono così scontati. Noi fino ad ora ne abbiamo goduto come se fossero diritti naturali, invece purtroppo ancora oggi nel 2020 ci sono popoli costretti a conquistarseli.
Pensateci amici miei a noi ci hanno chiesto di rinunciare per un po’ alla libertà per tutelare un altro nostro diritto che purtroppo pure diamo troppo per scontato, ovvero il diritto di vivere e credetemi amici miei oggi nel mondo esistono persone a cui purtroppo questo diritto non viene ancora riconosciuto.
Ci stanno dando L’OPPORTUNITÀ di poter raccontare un giorno ai posteri come abbiamo vissuto in questo bruttissimo periodo, e di raccontare anche di quella brutta Pasqua in cui non abbiamo potuto organizzare la nostra consueta gita fuori porta. Ci stanno dando L’OPPORTUNITÀ di poter raccontare di quanto è stato difficile quest’anno uscire per acquistare gli ingredienti necessari per i nostri consueti pranzi Pasquali che purtroppo molta gente, molti nostri simili o la stanno festeggiando da soli o non la stanno nemmeno festeggiando perché si trovano in ospedale o perché peggio di recente gli è morto un parente (a questi ultimi soprattutto esprimo la mia più sincera vicinanza). Ci stanno dando L’OPPORTUNITÀ di poter raccontare di quel periodo buio di quando non potevi nemmeno andare a messa, di quando non potevi mangiare l’Eucarestia (almeno per chi è cattolico) e peggio ancora di quando non potevi salutare attraverso un funerale o una qualsiasi cerimonia un tuo parente che se n’è andato per sempre.
Ma la Pasqua, ogni Pasqua, di qualunque anno amici miei è rinascita, è come direbbero gli ebrei pèsach ovvero passaggio dalla schiavitù alla libertà, dalla morte alla vita, dalle abitudini vecchie alle abitudini nuove. Purtroppo non so quando potremmo tornare alla normalità, e i dati incoraggianti di questi giorni non ci autorizzano ad abbassare la guardia e a tornare ad uscire di casa come facevamo prima. L’unica cosa che posso fare è augurarvi che questo giorno per voi rappresenti un vero passaggio verso una rinnovata e futura normalità nella quale valorizzeremo ancora di più certi beni che siamo soliti considerare scontati diventando tutti ancora più umani. Auguri a di cuore ❤️

