Il garofano rosso – Elio Vittorini (Recensione)

“Un uomo è un dio quando riesce ad ottenere il bene di una donna perduta. E la sua bellezza mi ha riempito del desiderio di essere un dio”

Il Coronavirus non ferma Leggoper e finalmente questa settimana sono riuscito a concludere la lettura di questo classico che sto per parlarvi. Il garofano rosso è uno dei più conosciuti romanzi di Elio Vittorini edito per la prima volta nel 1948 da Mondadori. Prima di quell’anno infatti il Vittorini provò a pubblicarlo “a puntate” negli anni 30 sulla rivista Solaria ma subì parecchie censure a causa di alcuni suoi punti considerati troppo spudorati per l’epoca. Infatti nel libro in diverse pagine vengono descritte in maniera meticolosa scene erotiche che in quegli anni erano considerate alquanto scandalose. Per tale motivo il libro ha avuto una storia piuttosto travagliata ma finalmente nell’immediato dopoguerra fu pubblicato per intero.

Trama

Ci troviamo nella Siracusa del 1924, anno del delitto di Giacomo Matteotti. Alessio Mainardi è un adolescente liceale che vive la sua età travagliato tra nuove idee politiche basate su una sorta di fascismo antiborghese e primi innamoramenti. Il più importante nonché platonico di questi avviene con Giovanna la quale, dopo avergli dato un bacio, gli regala un garofano rosso. La ragazza però maturerà degli atteggiamenti del tutto indifferenti nei confronti dei sentimenti di Alessio che lo turuberanno parecchio facendolo soffrire non poco per questa situazione. Sono anni particolari per la città di Siracusa. Diversi movimenti squadristi promuovono scioperi e occupazioni ed Alessio ne rimane coinvolto insieme al suo carissimo amico Tarquinio. I due infatti, dopo avere occupato la scuola, verranno bocciati e Alessio allora deciderà di tornare al suo paese natale per trascorrere le vacanze estive. Qui il protagonista vivrà la stagione calda caratterizzata tra il supporto psicologico della sorella Menta, che lo aiuterà nello studio scolastico per consentirgli di recuperare l’anno, e gli scontri con i genitori, in particolare con il padre imprenditore, con il quale avrà dei dibattiti politici. Tornato a Siracusa Alessio cercherà il suo amico Tarquinio che nel frattempo si è trasferito in un albergo poco distante dalla pensione dove entrambi vivevano prima. Dopo aver conosciuto una banda di ragazzini nominata “i turchi” (che alloggiano per giunta nella stessa sua pensione) Alessio inizia a frequentare una casa di tolleranza dove conosce la prostituta Zobeida con la quale inizierà una storia d’amore carnale. Quest’ultima si impossesserà del garofano rosso che Alessio aveva ancora appuntato sulla sua giacca e maturerà con lui un rapporto erotico e passionale…nato però per vendetta. Alessio infatti aveva iniziato a frequentare Zobeida perché quest’ultima era stata l’amore segreto di Tarquinio. Egli infatti venne a sapere da voci indiscrete che il suo migliore amico si era messo con Giovanna e allora per ripicca iniziò a frequentare la casa di tolleranza dove si trovava Zobeida con la quale però maturerà un rapporto del tutto nuovo che gli piacerà e lo farà innamorare della prostituta. La loro storia durerà fino a quando quest’ultima viene arrestata per spaccio di droga, cosa che turbaerà molto Alessio il quale poi incontrerà i suoi amici al funerale di una giovane fanciulla suicidatasi per amore. Questi ultimi si perderanno in un dibattito su questioni etico-civili riguardanti il rapporto di coppia e dopo tale discussione Tarquinio confesserà ad Alessio la verità sul suo rapporto con Giovanna.

Perché l’ho letto

Il garofano rosso è un libro che ho letto per caso. In pratica mi è capitato di trovarlo in una vecchia libreria che avevo in casa. Se dovessi dire che il libro mi ha entusiasmato mentirei. Purtroppo la prosa curata, forse tipica del tempo in cui è stato scritto, in parecchi punti mi ha disorientato facendomi perdere il filo in più di un’occasione. Nonostante ciò ho deciso di portare lo stesso a termine questa lettura e di conseguenza l’ho letto per vincere una sfida con me stesso, l’ho letto per ricavarne comunque un insegnamento e infine l’ho letto per curiosità.

Perché lo consiglio

Sembrerà ipocrita mettere un paragrafo con un titolo simile per un libro che mi ha messo in seria difficoltà, eppure credo che i libri indipendentemente se si gradiscono o meno vanno sempre consigliati, perché ognuno di noi ha un proprio bagaglio culturale e di conseguenza ciò che può mettere in difficoltà me non è detto che metta in difficoltà qualcun altro. Credo che magari qualcuno che ha una buona cultura letteraria potrebbe facilmente apprezzare questa opera che nonostante ciò è piena di bellissimi messaggi e insegnamenti.

L. D.

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